I vini eleganti di Camporè, l’enologo Vito Giovinco: “Ecco perché sarà un’ottima annata”

Il vino si fa in vigna e si assapora in cantina. Per produrre un vino di qualità serve però un esperto conoscitore di ogni fase della lavorazione dell’uva, in grado di prendere decisioni dalla coltivazione del vigneto fino alle tecniche di vinificazione. A occuparsi di queste scelta da Camporè è l’enologo Vito Giovinco, una figura fondamentale all’interno della vigna che ogni giorno si prende cura del vigneto analizzando il terreno.

Ai piedi delle viti in piena fase vegetativa, Vito Giovinco spiega perché l’enologo ha una grande responsabilità per la vendemmia; bisogna conoscere ogni fase per definire, in coerenza con le caratteristiche del vino atteso e della materia prima, quando vendemmiare: «La vendemmia si prepara attraverso delle curve di maturazione prelevando degli acini. E’ necessario fare delle analisi olfattive e chimiche per prevedere il momento giusto - spiega l’enologo che assicura - quest’anno sarà un’ottima annata; abbiamo riscontrato ottime caratteristiche e lo stato di salute delle uve è perfetto.»

Luglio per le tenute Camporè rappresenta un periodo di calma, attesa, pazienza e silenzio:

«Ho iniziato questa bellissima esperienza in un vigneto nuovo come questo pieno di grandi sorprese. Un terreno vulcanico minerale, ricco di sabbia e microelementi che consente di dare una sapidità al prodotto non indifferente. Qui nasce un vino elegante che rispecchia in pieno le caratteristiche dell’Etna». Esistono dei punti di forza per questi vini vulcanici e Vito Giovinco riesce a raccontarli tutti in pochissime righe: «Il rosso di Camporè è un vino di buona struttura che si esprime benissimo anche dopo due tre anni; il rosato ha un equilibrio acido al più giusto e cela una morbidezza piacevolissima al palato; il bianco ha una giusta acidità e una nota floreale. Ma a rendere tutto più allegro sono le nostre bollicine, un metodo Charmat nerello Mascalese che racconta alla perfezione il nostro giovane vigneto. Provare per credere».